Porto di Augusta - Augusta's port news
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FIRMATO ACCORDO PER LA BONIFICA RADA AUGUSTA
Previsti interventi per oltre 700 milioni di euro. Soddisfazione del ministro Stefania Prestigiacomo: "Accordo storico che segna una svolta nei rapporti fra istituzioni, industria e territorio". A distanza di oltre 17 anni dalla firma del "piano di risanamento ambientale", incompiuto e disatteso per i principali obiettivi che si prefiggeva, la polita sforna un'altro Piano. Tra i dubbi e le incertezze, le perplessità da parte di operatori portuali che vedono la bonifica come un possibile ostacolo alle attività della rada e delle popolazioni residenti che si sentono, sempre più accerchiate, da una industrializzazione invadente e foriera di cattivi presagi futuri a causa di nuovi impianti.



7 novembre 2008 - Oggi, presso la sede del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stato stipulato l'Accordo di Programma per la definizione degli interventi di riqualificazione ambientale funzionali alla reindustrializzazione e all'infrastrutturazione delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di "Priolo" che comprende la rada di Augusta. "E' un accordo storico per la Sicilia e per la zona industriale siracusana - ha commentato il Ministro Stefania Prestigiacomo - che segna una svolta nei rapporti fra istituzioni, industria e territorio. In un'area che attraverso l'industrializzazione si è sviluppata ma che ha anche pagato prezzi altissimi in termini di inquinamento si apre una nuova pagina che parte dal risanamento dei guasti ambientali e crea le condizioni per una nuova fase sviluppo attento all'ambiente ed alla salute dei cittadini. Uno sviluppo che vuole essere sostenibile anche sotto il profilo sociale contribuendo a superare le comprensibili conflittualità sorte negli anni e legate all'impatto ambientale del polo chimico. Oggi Istituzioni e imprese si sono impegnate a compiere uno sforzo economico importante che di cui il territorio ha diritto non solo in termini di bonifica dei siti inquinati ma anche di investimenti per favorire la crescita economica. Abbiamo la consapevolezza che occorrerà far presto e far bene perché bisogna recuperare il tempo perduto e innescare rapidamente le nuove prospettive, penso in primo luogo all'hub portuale di Augusta, che l'accordo apre e favorisce". "L'accordo, che prevede interventi per 770 milioni di euro,- si apprende da una nota ufficiale del ministero - è stato sottoscritto dal ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola nonché del Presidente della Regione Siciliana, rappresentato dall'assessore all'ambiente Giuseppe Sorbello, dal Vice Commissario di Governo per l'emergenza ambientale in Sicilia Felice Crosta, del Presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, dei Sindaci dei Comuni di Siracusa, Roberto Visentin, di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, di Augusta, Massimo Carrubba, e di Melilli, rappresentato dall'assessore Giuseppe Cannata, dal Commissario dell'Autorità Portuale di Augusta, Giovanni Tesoriere, e dal Presidente del Consorzio della Provincia di Siracusa per la zona sud dell'area di sviluppo industriale della Sicilia Orientale, Giuseppe Assenza". All'incontro non ha partecipato la Capitaneria di porto che ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella questione della bonifica. Ma cosa prevede il testo sottoscritto da governo ed enti locali? Si tratta di un documento che scaturisce da "un'intensa attività di confronto tecnico e istituzionale avvenuta nei mesi scorsi con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, è finalizzato alla riqualificazione ambientale del sito." Questi gli interventi previsti nelle aree contaminate: messa in sicurezza delle acque di falda; bonifica dei suoli e delle falde; bonifica dei suoli e delle falde delle aree private in sostituzione e in danno dei soggetti obbligati inadempienti; bonifica degli arenili e dei sedimenti delle aree portuali e marino costiere." Adesso bisognerà capire le modalità di intervento nella trafficata rada di Augusta ma, soprattutto, la tipologia di intervento sui fondali. Il metodo da utilizzare ha sollevato parecchi dubbi nella comunità scientifica che ha messo in guardia sul gravissimo danno ambientale che potrebbe procurare la stessa bonifica se venisse utilizzata la tradizionale tecnica del dragaggio, "si rischierebbe - affermano gli specialisti di biologia marina- di mandare in circolo all'interno della rada sostanze tossiche e nocive che da decenni si sono stabilizzate nei fondali. In questi ultimi anni la rada megarese è stata interessata ad una vasta campagna di caratterizzazione, a partire dal 2001 , dall'avvio dell'inchiesta "Mare Rosso". L'area è stata battuta in lungo e largo, con migliaia di carotaggi, da cui pare venga fuori sempre la stessa indicazione "il tratto superficiale è pieno di vita, la natura è riuscita a metabolizzare gli inquinanti, mentre le sostanze tossiche sono presenti nei tratti più interni dei carotaggi, in fondali risalenti all'inquinamento selvaggio degli anni 70-80". Ma l'accordo storico di oggi potrebbe aprire anche una finestra in quel muro di gomma che da oltre mezzo secolo governa le sorti dell'ambiente di una vasta area "donata" alle industrie che l'hanno sfruttata senza rispetto, mare, aria e sottosuolo. Gli interventi previsti dall'accordo siglato interessano l'intero Sito "ed in particolare la rada di Augusta, l'area industriale di Pirolo" ma anche, a sorpresa "il porto di Siracusa". "Prioritariamente -rende noto il ministero - si prevede la realizzazione di interventi pubblici per impedire, attraverso azioni di intercettazione e bonifica delle acque di falda, che l'inquinamento proveniente da aree industriali affluisca e inquini corpi idrici superficiali" cosa già accaduta a Priolo dove nei pozzi privati l'acqua è stata contaminata da sostanze provenienti dagli impianti petrolchimici. L'Accordo prevede anche "la possibilità, per i soggetti privati interessati, di concorrere pro quota agli oneri progettuali, di investimento e di gestione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle acque di falda, sulla base di una transazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare". La nota del ministero si conclude con un riepilogo delle somme previste :"per la bonifica della rada di Augusta e per opere infrastrutturali per l'Hub portuale l'impegno programmato è di 500 milioni. Circa 80 milioni saranno investiti sul Porto di Siracusa sia per opere di bonifica che di riqualificazione ambientale per la zona dei Pantanelli e dei Calafatari. Inoltre sarà restaurato l'ex Lazzaretto che diventerà un centro di educazione ambientale. La ripartizione della spesa complessiva- conclude la nota ministeriale - prevede circa 200 milioni a carico dei privati, 200 milioni del Ministero dell'Ambiente, 76 del ministero delle infrastrutture, 200 della Regione, e circa 100 milioni di fondi non utilizzati del precedente accordo." Saltano agli occhi alcuni punti, l'accordo di programma riguarda "la definizione degli interventi di riqualificazione ambientale funzionali alla reindustrializzazione e all'infrastrutturazione delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di "Priolo". "Cosa c'entra Siracusa?". Se lo chiede Enzo Parisi ,vicepresidente regionale di Legambiente :"credo sia improprio destinare fondi di emergenza per la bonifica di aree industriali ad alta crisi ambientale. E'preferibile che altrove siano ricercate altre somme, vedi le aree di Siracusa che certo non hanno gli stessi problemi di Priolo e Augusta". Poi si riaffaccia ancora una volta il famigerato Hub che dovrebbe fare "concorrenza a Gioia Tauro", sul quale l'esponente di Legambiente è molto esplicito :"l'hub proposto -afferma Parisi - è inaccettabile, sia dal punto di vista ambientale che da quello dello sviluppo portuale, un'opera inammissibile che creerebbe un danno incalcolabile al porto di Augusta senza quei benefici commerciali tanto decantati. Vorrebbero cementificare - conclude Parisi - un'enorme area a ridosso di un parco il cui progetto di realizzazione è in corso con fondi Arcus. Scusate ma, utilizzando un termine che va tanto di moda nelle conferenze stampa che contano, ci sembra un'emerita coglionata". Tesi discordanti, da un lato una bonifica attesa 50 anni, per non dimenticare che già, il primo governo Berlusconi, firmo circa 17 anni fa il Piano di risanamente ambientale rimasto in buona parte nei cassetti, dall'altra parte il timore che tutto si farà, meno della bonifica annunciata. Gianni D'Anna




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